Non è Parigi e nemmeno Madrid: la regina d’Europa è lei

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Una recente ricerca europea svela l’incredibile impatto del turismo gastronomico sulle preferenze dei viaggiatori internazionali, ridefinendo la mappa delle mete imperdibili del vecchio continente

Il turismo gastronomico continua a crescere con forza e vede Roma al vertice della classifica europea delle destinazioni più amate dai foodies, con ben otto città italiane presenti nella top 20. Sempre più viaggiatori scelgono le mete in base all’offerta culinaria, trasformando il cibo in un elemento centrale dell’esperienza turistica. Secondo una ricerca di GetYourGuide, il 68% dei turisti dichiara di mangiare molto di più durante le vacanze rispetto alla quotidianità, mentre uno su otto arriva a consumare fino a cinque pasti completi al giorno per esplorare le specialità locali. Questo trend è confermato dall’aumento del 20% degli itinerari gastronomici registrato nel 2025.

L’analisi realizzata da Holidu, portale specializzato in case vacanza, ha preso in considerazione 100 città europee valutando la qualità e la varietà dell’offerta culinaria attraverso cinque indicatori. Tra questi figurano i piatti tipici con valutazioni superiori a quattro punti su Taste Atlas, il numero di food tour e corsi di cucina disponibili su TripAdvisor e la presenza di ristoranti segnalati nella sezione “Eat Like A Local” della Guida Michelin. “I risultati emersi dalla nostra indagine annuale dimostrano come l’autenticità culinaria sia diventata un fattore decisivo e prioritario per il successo delle grandi destinazioni continentali”, ha dichiarato il portavoce dell’Ufficio Studi di Holidu.

Il podio parla italiano

Al primo posto si conferma Roma, che eccelle per l’offerta formativa con 302 corsi di cucina, il dato più alto in Europa. La Capitale può contare su dodici specialità con valutazioni eccellenti su Taste Atlas, tra cui cacio e pepe, bruschetta e supplì, oltre a nove ristoranti presenti nella Guida Michelin.

Alle sue spalle si posiziona Venezia, leader per numero di ristoranti tradizionali certificati Michelin nella categoria locale, con 18 strutture, il doppio rispetto a Roma. Questo risultato valorizza la cultura dei bàcari e dei celebri cicchetti veneziani. Sul terzo gradino del podio si trova Napoli, che primeggia per numero di piatti tipici di alta qualità, ben diciassette sopra i quattro punti su Taste Atlas.

Le altre città in classifica

La prima città non italiana è Istanbul, quarta, che si distingue per un patrimonio gastronomico di 70 piatti eccellenti, tra cui kunefe e lahmacun, superando Parigi per food tour e ristoranti Michelin locali. Parigi si ferma al quinto posto con 123 tour gastronomici, pur contando solo quattro ristoranti certificati per la cucina locale.

Nella seconda metà della top ten emergono ancora città italiane: Bologna è sesta grazie a icone come tortellini, ragù e mortadella, con otto ristoranti Michelin; Milano è settima con 86 corsi di cucina e piatti simbolo come risotto e cotoletta. Seguono Madrid all’ottavo posto e Budapest al nono, apprezzata per specialità come goulash e langos. Chiude la top ten Firenze, prima in Europa per numero di food tour con 129 e seconda in Italia per corsi di cucina. La presenza italiana si estende fino alla diciannovesima posizione con Palermo, premiata per la ricchezza della tradizione gastronomica siciliana.

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