Marco Genovese: quando Sanremo diventa tela

Marco Genovese

La settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo è ufficialmente iniziata. Le luci sono accese e l’atmosfera è carica di energia. Per questo motivo, anche noi dal salotto di The Italia Stage siamo presenti per raccontare le eccellenze italiane che animano la città dei fiori.

Tra gli incontri più interessanti di Sanremo 2026 c’è quello con Marco Genovese, artista contemporaneo che porta la pittura al centro di una narrazione che va oltre la musica. Un percorso nato da una passione per il disegno coltivata fin da bambino e maturato negli ultimi otto anni attraverso la pittura, con una particolare attenzione al ritratto, cifra stilistica che lo contraddistingue.

Intervista a Marco Genovese

Sanremo è universalmente associata alla musica, ma nel 2026 tu la vivi anche come città d’arte: che ruolo ha Sanremo nel tuo percorso creativo e quanto il suo clima culturale influenza la tua pittura?
Sanremo per me non è solo musica. È una città che vive di cultura, incontri e stimoli creativi. Essere qui significa confrontarsi con un ambiente dinamico, dove arte e musica si intrecciano continuamente e diventano fonte di ispirazione.

La tua passione per il disegno nasce da bambino, mentre la pittura è arrivata più tardi, circa otto anni fa: cosa ha fatto scattare il passaggio definitivo verso la tela?
Il disegno è sempre stato parte di me. A un certo punto ho sentito il bisogno di esprimermi in modo più completo, di lavorare con il colore e la materia. La pittura mi ha dato quella libertà espressiva che stavo cercando.

I ritratti sono la tua cifra stilistica più riconoscibile: cosa ti affascina del volto umano?
Il volto racconta emozioni, esperienze e identità. Attraverso i ritratti cerco di andare oltre l’immagine, di catturare qualcosa di autentico che possa arrivare a chi osserva l’opera.

Hai realizzato ritratti di figure iconiche come Laura Pausini e hai omaggiato anche Ornella Muti: cosa rappresentano per te questi lavori?
Sono stati omaggi importanti. Ritrarre personalità così significative è stato un modo per unire la mia pittura a figure che fanno parte della cultura e dell’immaginario collettivo italiano.

Guardando a Sanremo 2026, come immagini il dialogo tra arte visiva e musica?
Penso che Sanremo possa essere sempre più un luogo di incontro tra diverse forme artistiche. La musica resta centrale, ma l’arte visiva può raccontare lo stesso contesto da un altro punto di vista, arricchendo l’esperienza culturale della città.

Press Office a cura di NotiCaMania

Condividi su: