Vuoi un Mojito perfetto? Smetti di fare questo errore comune

Michele Piagno ph Press

Una guida pratica basata sull’esperienza internazionale di uno dei barman più innovativi del panorama attuale

La creazione di un Mojito perfetto non è una questione di fortuna, ma di tecnica e profondo rispetto per la tradizione cubana. Michele Piagno, esperto barman molecolare originario di San Vito al Tagliamento (PN) e autore del volume El Señor Mojito (edito da Corsiero Editore con distribuzione Mondadori), condivide i segreti per elevare questo cocktail oltre le mode passeggere, attingendo alla sua esperienza maturata sull’isola caraibica.

La storia e l’anima del Mojito secondo Michele Piagno

Il drink affonda le proprie radici in una narrazione secolare che lo lega indissolubilmente alla terra di Cuba. Il Mojito è cultura. Nasce a L’Avana, a Cuba, e affonda le sue radici in una bevanda antica chiamata “El Draque”, legata al corsaro Francis Drake, spiega Michele Piagno. Nel tempo, questa miscela è diventata un simbolo globale grazie anche a luoghi mitici come La Bodeguita del Medio. Secondo il barman, il segreto risiede nella sua natura popolare e conviviale: Quello che ho imparato davvero su questo cocktail, però, è che il Mojito non appartiene ai bar… appartiene al popolo di Cuba. A L’Avana si vive per strada, tra musica, caldo e condivisione. Il cocktail non è dunque un semplice prodotto commerciale, ma una risposta alla necessità di freschezza in un contesto umano e sociale autentico.

Le quattro regole d’oro per un risultato perfetto

Per ottenere un’esecuzione impeccabile, Michele Piagno ha codificato quattro pilastri fondamentali che ogni appassionato dovrebbe seguire per evitare gli errori più comuni.

1. Il succo di lime deve essere fresco, spremuto sul momento: l’agrume non va pestato nel bicchiere per evitare il rilascio di note amare, preferendo la spremitura istantanea per garantire la massima freschezza.

2. La menta si massaggia, non si pesta (e non si schiaffeggio): essendo un’erba delicata, va trattata con cura. Io la massaggio leggermente per far uscire gli oli essenziali, afferma Piagno, sottolineando che colpirla violentemente lascerebbe il profumo sulle mani e non nel drink.

3. Uso solo zucchero di canna bianco: lo zucchero grezzo non ha la capacità di sciogliersi adeguatamente, rovinando l’esperienza con una consistenza granulosa sgradita.

4. Il ghiaccio per me è sacro: solo cubi: è categoricamente vietato l’uso del ghiaccio tritato, poiché solo i ghiaccio a cubi assicurano la corretta diluizione, mantenendo l’equilibrio dei sapori fino alla fine. Il Mojito è uno dei cocktail più semplici… ma anche uno dei più difficili da fare davvero bene, conclude l’esperto.

Il percorso professionale di Michele Piagno tra innovazione e tradizione

La carriera di Michele Piagno è segnata da importanti traguardi nel mondo della mixologia internazionale. Oltre a essere Canbassador Italia Red Bull e Brand Ambassador Mixò Italy, ha ideato il Glow Sweet & Sour Mix, un preparato liofilizzato che ha ottenuto il brevetto mondiale per la creazione di cocktail fluorescenti. Riconosciuto per la sua eccellenza dalla Federazione Baristi Italiani, vanta collaborazioni di rilievo con marchi come SanBitter, per la campagna Intervalli Italiani, e il birrificio belga Brouwerij Van Steenberg, per il quale ha studiato drink basati sulla birra Gulden Draak. Nel suo curriculum figurano studi sul concetto Drink & Food insieme a Terry Giacomello nel 2014, la co-realizzazione del libro 100 cocktail light e contemporanei con il giornalista Claudio Burdi nel 2013 e il ruolo di Brand Ambassador Perrier Juet nel 2012. Più recentemente, nel 2021, ha lanciato il Barancli Gin, un distillato 100% friulano realizzato con la Liquoreria Friulana di Spilimbergo. Tutte le informazioni sulle sue attività sono disponibili sul sito ufficiale michelepiagno.it.

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